Lascio che tutto mi venga incontro

Diario di uno straniero in Italia

Palazzo Gallone - Tricase

Dal 11 al 24 agosto 2024, la Galerie T&L presenta la prima mostra in Italia dell’artista cileno Sebastian Zarhi Daccarett, nato a Santiago nel 1987. Attraverso più di sessanta disegni e tre arazzi, l’artista, che si è trasferito a Roma nel 2023, propone il diario della sua scoperta dell’Italia.

Quando arriva a Roma, meno di un’anno fa, Zarhi decide di non portare con se nessun materiale o lavoro dal Cile - una decisione radicale per poter esplorare nuove strade nella sua pratica artistica, approfittando di questo cambio di continente per fare una tabula rasa mentale. Senza studio per lavorare, nei primi mesi di vita in Italia, trova nella carta e nel disegno un supporto e una tecnica ideali per continuare a sviluppare il suo lavoro ovunque andasse. Cosi è nata l’idea di una mostra che racconti l’esplorazione di nuoviterritori attraverso tecniche anch’esse nuove per l’artista - il disegno e l’arazzo che, cucito a mano, necessita soltanto di un po’ di tessuto e di un ago.

Cosi, Zarhi ha iniziato a portare con se un blocco di carta e delle matite ogni volta che usciva fuori. I disegni sono nati spontaneamente dalla scoperta della sua nuova vita italiana: nella sua nuova casa, all’aperto nei parchi e nei siti archeologici, nei musei e per le strade di Roma, ma anche nelle città e regioni che ha visitato in questi mesi, principalmente in Salento.

Le tematiche scelte dall’artista riflettono ciò che più lo ha colpito in Italia. La visita del maggiore museo etrusco mondiale, quello di Villa Giulia a Roma, è stata una rivelazione. La scoperta di una civiltà scomparsa, della sua organizzazione sociale, del suo pensiero, dei suoi riti e il loro riflesso nelle arti e nell’architettura lo hanno particolarmente affascinato e varie opere della mostra si rifanno a modelli o opere etrusche. Altri temi privilegiati sono i paesaggi delle ville romane come villa Sciarra o villa Borghese, le rovine antiche, le scene di vita quotidiana lungo le coste pugliesi, ma anche la natura morta e l’architettura, trattati secondo una miriade di tecniche: dal puntinismo eseguito con pennarelli per i paesaggi ai disegni in bianco e nero di soggetti antichi passando dalle opere più colorate con acquerello, tempera o pastello.

Contrastando con le dimensioni ridotte dei disegni, Zarhi ha anche creato tre grandi arazzi, concepiti appositamente per le sale di Palazzo Gallone. Si richiamano alle arti decorative del Sudamerica, con motivi semplice ed astratti e colori intensi, ma fanno anche pensare all’arte popolare del Salento. Si tratta di comunque di una nuova tecnica per l’artista, che finora aveva lavorato il tessile soltanto con il telaio. Qui, il tessuto diventa come un gran foglio di carta colorata, il supporto per linee disegnate non più con la matita o il pennarello ma con l’ago. Su questa vasta superficie, l’artista sviluppa sensazioni spaziali, motivi quasi cinetici (il Cile è stato una delle patrie dell’arte cinetica negli anni sessanta), forme che si armonizzano o si oppongono, creando una visione astratta ma che non rinnega il lato artigianale e decorativo proprio a questa tecnica « povera ».

Tornando ai disegni, quelli più grandi sono anche loro in equilibrio tra figurazione e astrazione - in particolare le rappresentazioni di elementi architettonici, un tema centrale nella mostra che rispecchia la formazione dell’artista come architetto. Geometrici, con pochi colori ben distinti e un senso acuto della spazialità, sono la sintetizzazione attraverso una linea rarefatta di forme spesso complesse e barocche - come dettagli delle volte delle sale settecentesche di Palazzo Gallone. Traducono bene l’istinto e il primo pensiero di un artista che lascia che tutto venga a lui per poter aprire occhi nuovi sul mondo.

Come dice Zarhi « Il disegno mi ha permesso di scoprire cosa potevo fare al di fuori di un atelier tradizionale. Si trattava di osservare nuovamente ciò che mi circondava, di esprimere nuove idee attraverso diagrammi, schizzi e ritratti di luoghi o certe atmosfere di un paese che cominciava appena ad accogliermi. »

Tancredi Hertzog-Guarini

Galerie T&L

www.tl-galerie.com